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Editoriali

Da giovedì 28 Settembre a domenica 1 Ottobre 2017
si terrà nel veronese, a Costermano del Garda, un Corso di alta formazione sulla "Nutraceutica Applicata",
che vedrà sia come coordinatore scientifico che relatore il Prof. Giovanni Scapagnini.


Buona giornata
Buona sera a tutti voi,
volevamo segnalarvi questi due incontri che si terranno a Ragusa il 13 ed il 14 giugno 2017:
il primo con inizio alle ore 20.00 presso il Salone Parrocchiale San Giuseppe Artigiano intitolato:
"ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA, LA SCELTA VEGETARIANA ED IL MITO DEL COLESTEROLO"

ed il secondo che si terrà presso la sede Unipegaso con inizio alle ore 18,30 , intitolato:
" RESA INTELLETTUALE , SUCCESSO NELLO SPORT E SALUTE GRAZIE AL CIBO".

I Relatori saranno : DOTT. ARONNE ROMANO E DOTT. CARMELO DISTEFANO.

Per ulteriori info potete telefonare al : 338-9652989.

Il nostro Segretario, Dr. Simone Masci, Sabato 27 maggio terrà un seminario gratuito
dal titolo "Effetti degli alimenti spazzatura sulla salute degli adulti e dei bambini",
presso la palestra Be Fit sita in Roma, via V. Brunacci, 34 (Ponte Marconi).

Buon pomeriggio.
Martedì 23 maggio alle h 19.00, il presidente Dr. Aronne Romano,terrà una conferenza a Ponti sul Mincio (Mn)
Per dettagli, vedere nell'area corsi/seminari zona.

Il nostro Presidente, Dr. Aronne Romano, Sabato 16 maggio alle ore 18 sarà ospite presso
la libreria Feltrinelli a Brescia per la presentazione della nuova edizione in Bur del libro la PaleoZona.

Ospite d'onore sarà il nostro socio onorario, l'allenatore di calcio Gigi Cagni.

Presenterà la serata ad ingresso gratuito il socio fondatore, Dr.Marco Rossi, ideatore del metodo WKD.
Finalmente è ufficiale sabato 18 Aprile 2015 Gerona 2005 insieme alla Società Internazionale

POIESIS abbiamo organizzato a Villafranca di Verona, il congresso decennale intitolato:

" NUTRIRE LA SALUTE E LA PERFORMANCE PER UN BENESSERE ETICO ".

Il Congresso sarà tenuto presso il Museo Nicolis.

Nella nostra homepage troverete tutte le info ed il modulo di iscrizione.

Grazie vi aspettiamo numerosi.
Il nostro socio Dr. Giovanni Parisi in occasione della conferenza tenuta a San Giovanni Lupatoto il 13 dicembre 2013 è stato intervistato da Adige Web TV con messa in onda il 3 gennaio 2014.
Per vedere il video:
http://www.adigewebtv.it/associazioni/san-giovanni-lup-alimentazione-zona-e-> paleozona/
Gerona 2005 sempre attiva nell'organizzare corsi sulla Zona : Zona e PaleoZona a Verona.
Domenica 10 novembre u.s. la nostra associazione ha organizzato un corso a Lugagnano presso Verona dal titolo :alimentazione Zona e PaleoZona.
Ancora una volta il nostro presidente ed altri soci si sono prestati con entusiasmo a diffondere questi concetti che riteniamo fondamentali e quindi da far conoscere al maggior numero di persone possibile, questo del resto e' un servizio che noi ci siamo prefissi di svolgere fin dal momento della fondazione di Gerona2005.
La sede dell'evento e' stata la clinica di odontoiatria e di medicina estetica del dr. Ezio Costa, una struttura straordinaria per la sua modernita' ed organizzazione ergonomica.
Durante la giornata si e' parlato di concetti base della Zona e di buona alimentazione in generale : il dr. Giovanni Parisi e la dr.ssa Satu Huovila hanno spiegato esaurientemente sia le basi teoriche che la gestione pratica della Zona: questo approccio teorico-pratico cha da sempre ci contraddistingue e' in grado cosi' di mettere in condizione qualsiasi corsista di iniziare questo tipo di alimentazione gia' dal giorno successivo.
Altri temi trattati nella giornata sono stati il rapporto tra alimentazione e sport ( dr. Gianluca Toselli ) e la gestione dello stress ( dr.ssa Lara Gigola).
Il tema veramente innovativo della giornata e' stato pero' la PaleoZona. Questo termine ideato dal nostro,presidente dr. Aronne Romano, unisce i concetti di dieta pro Zona e alimentazione paleolitica.
In sostanza applicando la PaleoZona si sfruttano i vantaggi della Zona soprattutto il controllo ormonale in particolare dell'insulina e degli eicosanoidi tramite un costante bilanciamento nutrizionale distribuito in colazione pasti e spuntini, e nello stesso tempo si escludono quei cibi non paleolitici come cereali, latticini e legumi che non sono in armonia col nostro corredo genetico. La paleodiet ideata dal dr. Cordain nasce proprio da questa osservazione: il nostro dna e i nostri geni sono nella grandissima parte identici a quelli di un uomo di 10000 o 100000 anni fa' e si sono selezionati nel corso della lunga evoluzione umana che parte almeno 2,5 milioni di anni fa'. Lo stile di vita e soprattutto i cibi che noi mangiamo adesso sono pero' cambiati moltissimo determinando numerosi problemi di salute. I cereali oltre ad avere un alto carico glicemico contengono glutine e lectine che possono determinare aumentata permeabilita' intestinale e malattie autoimmunitarie. I legumi contengono antinutrienti capaci di ostacolare l'assorbimento di vitamine e minerali.
I latticini sicuramente a causa della loro composizione aminoacidica stimolano notevolmente l'insulina e spesso favoriscono intolleranze alimentari.
Escludendo questi cibi e applicando i principi della Zona otteniamo cosi' la piu' potente alimentazione in grado di purificare l'organismo, di ridurre l'infiammazione ed abbassare l'insulina .
La PaleoZona puo' essere utilizzata anche per periodi limitati come un mese o 6 settimane proprio al fine di sbloccare il metabolismo e ad esempio far ripartire un dimagrimento un po' rallentato, predisporre il fisico alla migliore forma atletica in vista di un appuntamento agonistico importante oppure trattare situazioni patologiche difficili come le malattie autoimmunitarie ad es. la colite ulcerosa , il Crohn o la sclerosi multipla.
Va chiarito che il nostro punto di vista non esclude l'uso di farmaci nel caso in cui il medico curante lo ritenga strettamente necessario , riteniamo pero' che valga sempre la pena di partire con un cambiamento di stile di vita e di regime nutrizionale prima di assumere sostanze chimiche che comunque posseggono tutte degli effetti collaterali. Oggi abbiamo uno strumento in piu': la PaleoZona che si e' dimostrata efficace e potente in numerose condizioni cliniche di particolare gravita'.
Sta a noi fare controinformazione e diffondere queste preziose idee tra la classe medica e tra le persone che possano trarne benefici.

Il Vicepresidente

Dr. Andrea Baroncini
Giovedì 8 agosto 2013, a Ceglie Messapica (BR) presso la Masseria LoJazzo alle ore 21:30, il presidente Dr. Aronne Romano terrà una conferenza per la presentazione del libro La PaleoZona.

Dr.Giovanni Parisi

Spesso ci potremmo trovare nella condizione di dover rispondere a obiezioni o dubbi riguardanti presunte virtù salutari dei grassi omega 6 contenuti negli oli di semi da parte dei nostri pazienti quando dovessero imbattersi in articoli come quello sotto riportato, di cui ahimè è pervasa la rete e non solo
Olio di semi: spremuto a freddo riduce il rischio di malattie cardiovascolari
Creato Martedì, 11 Giugno 2013 10:31 Scritto da Redazione di wellme.it
Non ci stanchiamo mai di parlare di quanto sia importante un'alimentazione sana ed equilibrata. Nella dieta mediterranea, ormai universalmente riconosciuta come particolarmente benefica, un posto di primo piano assume l'olio di oliva. Si dimentica però spesso di parlare anche di altri oli, come ad esempio gli oli ricavati dai semi.Ora una nuova ricerca sostiene che anche l'olio di semi, spremuto a freddo (ovvero non soggetto ad alte temperature che ne rovinano qualità e proprietà nutrizionali) è particolarmente benefico per il nostro cuore e andrebbe utilizzato quotidianamente nella nostra alimentazione. Si tratta in particolare degli oli di soia, mais e girasole da utilizzare però esclusivamente a crudo ad esempio per condire verdure ed insalate. A dirlo sono i ricercatori di Alimentazione e Nutrizione Umana dell'University of Illinois, Kevin Fritsche e Guy Johnson, che hanno studiato le proprietà e gli effetti dell'acido linoleico solitamente indicato come sostanza che alza l'infiammazione nel nostro organismo. Analizzando 15 studi clinici condotti su circa 500 persone che durante il periodo delle ricerche avevano consumato oli vegetali, i docenti statunitensi si sono accorti che il consumo di acido linoleico non favoriva affatto l'infiammazione nelle persone sane. Al contrario, come suggerisce l'Istituto Superiore di Sanità e dell'American Heart Association (AHA), 2-4 cucchiai di olio vegetale spremuto a freddo e crudo è la quantità ottimale per proteggere il nostro cuore e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
I risultati di questo studio sono stati pubblicati sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics.
http://www.wellme.it/dieta-e-alimentazione/nutrirsi-sano/6497-olio-di-semi-malattie-cardiovascolari

Ebbene senza che io faccia ulteriori commenti su questo articolo, vi faccio leggere direttamente la lettera con la quale B.Sears si rivolgeva nel 2009 al Direttore della rivista americana "Circulation"
Consume more omega-6 fatty acids? They have to be kidding.
Last Updated Apr 2009
Dr. Barry Sears
CONSUMARE PIU' ACIDI GRASSI RICCHI DI OMEGA 6 ? DEV'ESSERE UNO SCHERZO...
Ultimo aggiornamento Apr 2009
Dr. Barry Sears,
Non è necessario che io risponda ad eventuali critiche della dieta Zona, dato che essa è assai diffusa e che pure le ultime raccomandazioni da parte del Centro di Ricerca presso la Scuola di Medicina di Harvard corrispondono essenzialmente a quelle della dieta Zona stessa.
Ma la mia attenzione è stata attirata da un trattato sugli acidi grassi ricchi di omega 6 promosso dall'Associazione Americana di Cardiologia, pubblicato sul giornale Circulation il 28 Gennaio 2009.
In sostanza, gli autori cercavano di convincere i lettori che fosse salutare consumare molti acidi grassi ricchi di Omega 6. Tuttavia non consideravano che un confronto tra la dieta da loro proposta (ricca di Omega 6) e una dieta povera di acidi grassi contenti Omega 6, in pazienti che avevano già sofferto di attacchi cardiaci, era già stata pubblicata all'interno dello stesso giornale 10 anni prima.
I risultati di tale confronto?
Il gruppo di pazienti con la dieta a basso contenuto di acidi grassi (ricchi di Omega 6) ha visto la riduzione del 70% di attacchi cardiaci e di morte cardiovascolare. Qui di seguito trovate la lettera che io ho spedito al Direttore del giornale poco dopo l'articolo, senza molta speranza che venisse pubblicata. Qui di sotto trovate i contenuti, qualora siate interessati:
GRASSI ACIDI RICCHI DI OMEGA 6 E MORTALITA' CARDIOVASCOLARE.
Barry Sears, Dottorato presso il centro di ricerche su Infiammazione, a Marblehead.
Gentili Signori,
Leggo con molto interesse il trattato scientifico promosso dall'Associazione Americana di Cardiologia, sugli acidi grassi ricchi di Omega 6. Noto che nessun riferimento all'interno dell' articolo ha citato lo studio cardiologico basato sulla dieta di Lyon, che è stato uno dei maggiori studi mai condotti sull'effetto delle diete.
In tale studio, le raccomandazioni dell' Associazione Americana di Cardiologia venivano comparate con un consumo molto più basso di acidi grassi ricchi di Omega 6.. Alla fine dello studio, i partecipanti del gruppo a basso consumo di acidi grassi (ricchi di omega 6) avevano una reale diminuzione del 70% sia in attacchi cardiaci fatali che non, se comparati ai partecipanti che avevano seguito le raccomandazioni dell'Associazione Americana di Cardiologia.
Il fatto che tale studio a favore degli acidi grassi ricchi di Omega 6 non sia mai stato ampliamente discusso e che i suoi effetti sulla salute dell'organo cardiaco siano stati ampliamente sopravvalutati, non può restare nell'ombra. Il risultato del confronto infatti è nettamente in contrasto con la conclusione ormai diffusa che il consumo elevato di acidi grassi ricchi in omega 6 sia sicuro e sano per la popolazione Americana.
Riferimenti:
1. Harris WS, Mozffarian D, Rimm E, Kris-Etherton, P, Rudel LL, Appel LJ, Engler MM, Engler MB, Sacks F. Omega-6 Acids and Risk for Cardiovascular Disease. Circulation. 2009;108:1-6.
2. de Lorgeril M, Reanud S, Mamelle N, Salen P, Martin JL, Monjuad I, Gidolet J, Touboul P, Delaye J. Mediterranean alpha-linolenic acid-rich diet in secondary prevention of coronary heart disease. Lancet. 1994;343:1454-1459.
3. de Lorgeril M, Salen P, Martin JL, Monjaud I, Delaye J, Mamelle N. Mediterranean diet, traditional risk factors, and the rate of cardiovascular complications after myocardial.
http://www.drsears.com/tabid/399/itemid/13303/Consume-more-omega6-fatty-acids-They-have-to-be.aspx
Traduzione dall' inglese di Ludovica Savoia


Pubblicità ingannevole, Unc segnala spot Mulino Bianco all Antitrust L'Unione Nazionale Consumatori ha denunciato all Antitrust lo spot delle merendine i Flauti del Mulino Bianco. Sotto accusa il claim recitato da una delle bambine protagoniste dello spot: Non lo mangio perchè è buono, lo mangio perchè è sano. Cosa fa dei Flauti una merenda sana? Si chiede l Associazione che nella denuncia ha sottolineato il fatto che lo spot "veicoli un modello comportamentale sbagliato, soprattutto se pensiamo che i principali destinatari sono i bambini, ai quali piuttosto sarebbe bene insegnare fin da piccoli il valore di una corretta alimentazione, in cui magari a merenda ogni tanto si preferisca un frutto ad uno snack. Non solo sembrerebbe che la pubblicità Barilla violi la normativa europea che vieta qualsiasi riferimento tra un
alimento e la salute in assenza di valide argomentazioni scientifiche".
"Se l?Antitrust ci darà ragione " conclude Massimiliano Dona, segretario generale UNC " ci auguriamo che Barilla risarcisca (come ha fatto Nutella negli Usa) i consumatori che si sono fidati dello spot, ma anche che voglia modificare le informazioni date sulla confezione dei flauti che oggi lascia intendere che il contenuto del ripieno è principalmente il latte (in realtà la quantità del prodotto è solamente il 4 per cento): l'avvertenza che chiarisce che "le immagini hanno solo un valore simbolico" magra consolazione!?
helpconsumatori.it


Commento del Dr. Parisi:
Dopo le tante ricerche che mettono sotto accusa merendine e snack come poco salutari per la crescita dei nostri bambini e che la nostra associazione ha puntualmente pubblicato (vedi ricerche e news e clicca sulla parola chiave: merendine), finalmente arriva anche una presa di posizione seria e forte da parte di un 'associazione dei consumatori.
Resta il rammarico che coloro i quali avrebbero dovuto difendere e tutelare la salute di noi tutti e in particolar modo dei bambini (mi riferisco a pseudo nutrizionisti e opinion leaders di casa nostra) abbiano invece sempre fatto dichiarazioni in controtendenza tanto da spingersi a sostenere che snack e merendine, così come sono concepiti oggi, riescono a garantire la dose ideale di energia apportando pochi grassi, la giusta quantità di proteine e carboidrati a 'pronta presa' ( Questo giusto per citare soltanto uno di piu' recenti commenti sulle merendine da parte di un noto nutrizionista televisivo)
Da parte mia, vi voglio solo citare un' indagine da parte dei ricercatori della British Heart Foundation ( in linea con la denuncia dell? UNC ) che dopo aver condotto un'analisi sulle varie marche di prodotti, hanno concluso che alcuni tipi di cereali, specialmente quelli destinati ai bambini, contengono una quantità si zucchero (su una porzione di 30 grammi) superiore a quelle presente in un bombolone alla marmellata e il loro contenuto di sale può inoltre eguagliare quello di una bustina piccola di patatine fritte.
La nota associazione inglese che riunisce medici e luminari della medicina cardiovascolare ha puntato quindi il dito contro alcune delle più note aziende produttrici di cereali per aver pubblicizzato la loro merce in maniera subdola e poco veritiera, mettendo in vendita prodotti poco salutari e spacciandoli invece come sani e nutrienti, specialmente per i più giovani e gli adolescenti.

Avvicinandosi l' estate capiterà spesso di aver desiderio di un buon gelato e sicuramente quante volte ci capiterà di sentire qualche nostro amico segnalarci una gelateria artigianale, in quanto convinti in buona fede, della loro presunta genuinità rispetto ad altre gelaterie o ai gelati industriali.
Quindi convinti di mangiare qualcosa di genuino a base di latte panna e uova ci rechiamo nella gelateria artigianale di turno per gustarci il nostro gelato e magari, visto che a volte troviamo una marea di bimbi , mamme anche in gravidanza e anziani tutti in fila!) ci convinciamo anche noi della loro presunta bontà e ci dimentichiamo o a volte non ci importa neanche verificare la lista degli ingredienti che ogni gelateria deve esporre.
Ebbene il mio consiglio è sempre quello di leggere bene la lista degli ingredienti dove troverete spesso ( diciamo nel 90% dei casi per essere buoni !) un mix di grassi idrogenati (olio di cocco o palma idrogenati)
e almeno una decina tra coloranti conservanti e dolcificanti!!
Quindi queste gelaterie che si definiscono artigianali preparano dei gelati a partire da semilavorati industriali e poi li completano, a secondo il tipo di gelato, con aggiunta di latte panna o altro. Quindi i gelati artigianali (sfusi) sono dei gelati quasi completamente simili per ingredienti e additivi ai gelati industriali. L' unica differenza può essere la consistenza e il sapore.
Quello che è grave è che questi grassi idrogenati ,oggi considerati la forma più letale di grasso nella dieta, (come ribadito anche dal Presidente di Gerona 2005 nella sua monografia sui dolcificanti e grassi da evitare!!) non sono stati ancora vietati in Italia !!
Infatti non esistono norme che regolano la produzione del gelato nè tanto meno di tutti gli altri prodotti oggi maggiormente consumati dai nostri bambini e non ( prodotti da forno, merendine , patatine fritte ecc.) di cui esistono solo linee guida.

Dr. Giovanni Parisi


In occasione delle vacanze estive sospendiamo le ricerche dal 9 agosto al 22.

Cogliamo l'occasione per augurarvi Buone Vacanze.

Causa rifacimento della veste grafica del sito, sospenderemo le ricerche dall'11 qal 18.

Il nostro socio Dr. Giovanni Parisi nell' ambito del programma "Maratona del cuore 2014" organizzato dall' Associazione Cuore Amico di Mantova interverrà alla conferenza dal titolo "Dalla terra alla tavola" in programma il 24 Maggio presso la sala dei convegni della banca Popolare di Mantova in Piazza Martiri di Belfiore con inizio ore 10 con un intervento su " Nutrizione e prevenzione cardiovascolare"

Per informazioni: www.cuoreamicomantova.it Tel.: 0376/360659
"Solo il medico-chirurgo può prescrivere diete a soggetti sani e malati, mentre il biologo può elaborare diete ma previo accertamento, da parte del medico, delle condizioni fisio-patologiche del destinatario". Il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri Amedeo Bianco ribadisce quanto affermato anche dal Consiglio superiore di sanità.
La necessità di fare chiarezza è emersa pochi giorni fa, in seguito alla messa in onda di un servizio televisivo di Striscia la Notizia che, come spesso accade in tv ma anche su giornali diretti a un pubblico generalista, ha affrontato il tema delle diete. Nel servizio di una trasmissione che, come ricorda Fnomceo, ha una audience importante, è intervenuta una signora autodefinitasi "dietista e nutrizionista" pur non detenendo alcun titolo in merito, "in quanto non iscritta in nessun Albo professionale".
Il presidente Fnomceo ha colto l'occasione per riconfermare l'importanza della titolarità necessaria da parte di chi prescrive diete: deve trattarsi di un medico-chirurgo specializzato in scienze dell'alimentazione e questa attribuzione non può essere messa in dubbio, pur nel rispetto delle funzioni di altre professionalità in materia di nutrizione.
"Il tema delle diete " rileva Bianco - " da tempo all'attenzione dei mass media, per l'ovvio interesse che il pubblico riserva a un argomento così centrale nella nostra vita quotidiana". Sul tema si è espressa anche la giurisprudenza, che recentemente ha definito la competenza esclusiva del medico alla prescrizione delle diete.
Non si tratta certamente di una questione formale e Bianco chiarisce il concetto con un esempio: Per comprendere il problema in termini semplici, basti pensare a un malato di diabete in forma grave; in questo caso, una dieta in astratto ottima per un soggetto sano può diventare pericolosa per la persona diabetica; ecco perchè l'intervento del medico non può essere trascurato.

Fonte: Renato Torlaschi
Drnews33

Per i soci nell'area riservata, troverete in pdf, le nuove linee guida dell'America Insitute for Cancer Research
Il Dott. Aronne Romano, si è classificato 3°, nella gara del lancio del peso durante la 30? edizione dei Giochi Mondiali della Medicina e Sanità che si sono conclusi Sabato 11 Luglio ad Alicante in Spagna.
Si tratta in pratica di una sorta di Olimpiade, dove in diverse discipline sportive si confrontano professionisti nell'ambito della medicina e della salute.



Segnaliamo che nell'area risorse in ABC della Nutrizione troverete una nuova monografia riguardante Il regime pro Zona.
Salve,mi chiamo Patrizia e da due anni seguo la zona. Avendo subito un intervento di tiroidectomia totale sono in terapia con eutirox. Circa un mese fa ho cambiato endocrinologo perchè il precedente non riusciva a risolvere un problema di FT3 sempre basso e FT4 alle stelle. Parlando con il nuovo endocrinologo sulle possibili cause della mancata conversione del FT4 in FT3, mi ha chiesto come mi alimentavo. Gli ho spiegato che seguivo la zona e... apriti cielo! Mi ha spiegato che non va bene, soprattutto se ho escluso pasta e pane perchè una dieta ipocalorica, soprattutto se a basso contenuto di carboidrati, frena ulteriormente la conversione di T4 in T3 compromettendo il risultato della dieta stessa poichè i grassi accumulati non vengono mobilitati nè bruciati. In pratica l'innalzamento dell'insulinemia seguente all'ingestione di carboidrati favorisce tale trasformazione: l'insulino-resistenza blocca questo meccanismo. Volevo sapere se ciò ha un fondamento scientifico ed eventualmente come posso regolarmi. Grazie.
Patrizia



Purtroppo non posso esserle di grande aiuto, in effetti il settore metabolico in cui gli ormoni tiroidei agiscono è molto delicato.E' vero che la 5'deiodinasi tipo I riduce l'attività quindi si riduce la conversone del T4 in T3 nel digiuno e nella restrizione calorica. non credo tuttavia che l'adozione di una dieta tradizionale 55-15-30 nè l'inserimento di pane e pasta nella sua dieta giovi in maniera eclatante sul riordino delle quote di FT3 e FT4.Resta comunque per me difficile la valutazione di casi come il suo e non sono in possesso di articoli scientifici in grado di approfondire questo specifico problema.
Non ho conoscenze specifiche in materia ma temo che non sia così ovvio che aumentare l'insulina ( cibandosi di carboidrati semplici ) porti ad una maggiore attività di conversione T4 in T3. La valutazione deve comunque essere fatta sulla scorta di una visita e di una lettura attenta degli esami ematologici, fatto questo che limita l'efficacia di questo spazio dedicato a quesiti abbastanza specialistici.

Saluti Dr. Andrea Palma
Salve volevo chiedere pur avendo una vena varicosa (varicocele) posso comunque prendere gli Omega3, anche se a volte sono fuori zona.

Inoltre mia madre che ha 58 anni pu? prendere gli omega3 anche se non segue la zona??

Grazie mille
Roberto



Ritengo che possa continuare ad assumere gli omega 3, anzi proprio in relazione ad una migliore emodinamica le consiglierei di seguire scrupolosamente la Zona proteggendo cos? proprio quei distretti a rischio.E' noto infatti che il miglior risultato si ottiene sia riducendo i grassi saturi e quelli vegetali, sia assumendo omega 3. Altrettanto importante poi ? seguire le regole della Zona per una migliore condizione in generale dell'organismo.
Per quanto riguarda sua madre occorre sapere che gli omega 3 di per s? riducono i livelli di trigliceridi, ma assunti senza questa indicazione e senza alimentarsi secondo la Zona non portano ad effetti "miracolosi" , non ne vedo pertanto l'indicazione se non, ripeto, associando una scelta alimentare razionale ed equilibrata come nella Zona appunto.

Dr. Andrea Palma
I bambini italiani sono i pi? obesi in Europa, secondo una ricerca effettuata dall?O.M.S. e dalla Commissione Europea. Dai dati emerge che il 36% dei bambini italiani ? in sovrappeso, oltre il 7%. ? obeso. Un bambino obeso su due diventer? diabetico gi? dopo i 30 anni e rischia l?infarto prima dei 40. Recentemente dal Congresso Internazionale sull?Obesit? ? stato messo in evidenza il rischio che i ragazzi di questa generazione per la prima volta nella storia potrebbero essere i primi ad avere una vita pi? breve dei propri genitori a causa delle patologie croniche ed infiammatorie provocate da obesit? e sovrappeso.
Gli esperti sono concordi nel dare la colpa alle cattive abitudini alimentari e agli errati stili di vita. I nostri bambini in genere mangiano cibi troppo zeppi di calorie, confezionati ed ultraraffinati, ricchi di grassi saturi e idrogenati e ad alto indice glicemico. D?altra parte televisione, giochi elettronici e computers hanno ridotto le ore giornaliere dedicate al movimento e ai giochi all?aria aperta.
In Italia in particolare molta colpa ? attribuita all?eccesso di spot pubblicitari che propongono prodotti alimentari per il 40% del numero totale. Secondo una ricerca dell?Osservatorio sull?immagine dei minori, condotta dalla dott.ssa Maria D?Alessio dell?Universit? della Sapienza di Roma,gli spot pubblicitari forniscono troppi stimoli al cibo, minando il naturale rapporto dei bambini con l?alimentazione. Secondo l?indagine sia i genitori sia i bambini si fidano troppo della pubblicit? sovrastimandone la credibilit?. I bambini finiscono per conoscere a memoria spot e marche dei prodotti.
Per arginare e contrastare questa situazione che si pu? definire di vera ?emergenza? , ha preso il via l?iniziativa?diamoci una mossa: nuovi stili di vita per bambini e famiglie?, campagna che coinvolger? 983 classi di 166 scuole primarie in tutto il paese, fino a maggio, promossa dal Ministero per la solidariet? sociale e dalla UISP. A tutti i bambini verr? consegnato un diario per promuovere la sana alimentazione e la giusta attivit? fisica.
In Toscana dall?ultimo trimestre 2006 e per tutto il 2007 andr? avanti il ?Progetto Prevenzione ? organizzato dall?A.N.D.I in collaborazione con la Regione. Come molti gi? sanno questa lodevole iniziativa ? rivolta ai bambini di 7 anni, ed ha lo scopo di prevenire ed intercettare la carie dentale anche grazie a interventi mirati come le sigillature. Durante le visite di controllo che saranno completamente gratuite, si parler? di igiene orale ed alimentazione..
Ecco allora un?altra occasione che anche i dentisti hanno per consigliare ai bambini delle abitudini alimentari pi? sane tali da contrastare sia la carie sia l?obesit?.
Pu? essere utile allora sintetizzare una specie di ?decalogo nutrizionale? che mi sento di proporre ai colleghi, rivolto ai bambini e genitori.
? Cercare di ridurre le ore passate davanti alla tv, play station o game-boy ( in tal modo oltre a contrastare la sedentariet? ridimensioneremo anche l?efficacia dei troppi messaggi pubblicitari)
? Evitare di dare al cibo un significato diverso da quello che ha ; in sostanza non deve essere considerato n? una ricompensa o consolazione n? una punizione,; il rischio ? quello di creare una pericolosa e a volte inconsapevole dipendenza psicologica.
? Evitare il pi? possibile spuntini poco salutari a base di patatine, merendine e prodotti conservati, spesso ricchi non solo di troppe calorie ma anche di grassi trans, i pi? pericolosi per la nostra salute. Meglio utilizzare per la merenda prodotti sani e pi? tradizionali come yogurt, formaggio, frutta o panini al prosciutto.
? Adottare l?abitudine dei pasti regolari senza saltare la colazione che ? fondamentale per fornire l?energia da utilizzare nelle attivit? dispendiose della mattinata.
? Fornire pasti moderati rinunciando alle superporzioni americane, e preferire fonti di carboidrati a basso carico glicemico come frutta, verdura, legumi e cereali integrali piuttosto che pane e pasta raffinati, biscotti e dolci.
? Cercare di assumere per ogni pasto e spuntino sempre un po? di cibi proteici che siano per? piuttosto magri come carni bianche, tagli magri di carni rosse, pesce ( fondamentale per l?apporto di omega 3) formaggi e latticini magri.
? L?olio extravergine d?oliva ? il migliore dei condimenti, ricco di vitamine ed antiossidanti, ? un alimento prezioso per la nostra salute ed ? in linea con la tradizione mediterranea; perch? allora usare salsette di dubbia provenienza o scialbe margarine? E l?olio di semi , siamo sicuri che ? pi? adatto per cucinare?
? Abituare i bambini il prima possibile a bere molta acqua specie durante i mesi estivi e i periodi di intensa attivit? fisica. Al contrario sono da ridurre ( bandire? ) le bibite gassate e in genere i cosiddetti soft- drinks , pieni di zuccheri, che secondo alcuni dietologi sono una delle cause principali dell?incremento dell?obesit? trai giovani.
Vorrei terminare con una considerazione: il consiglio pi? efficace ? quello fornito con l?esempio; per cui se uno stile di vita attivo ed una sana alimentazione vengono adottate da tutta la famiglia, avranno davvero pi? possibilit? di fare breccia nelle abitudini dei nostri ragazzi. Per esempio ? utile lasciare pi? spesso divani e pantofole ed uscire all?aria aperta, cos? come fare la spesa e cucinare coi nostri bambini in modo da trasmettere una autentica cultura del cibo.


Dr.Andrea Baroncini
Nessuno potrebbe immaginare che la mania delle diete a basso contenuto di carboidrati sia in via di esaurimento dopo aver trascorso un weekend con i migliori esperti mondiali di questo campo. Infatti, molte delle presentazioni del congresso sulla restrizione dei carboidrati tenutasi dal 20 al 22 gennaio a Broklyn in New York ha riconfermato che bisogna radicalmente cambiare lo stile alimentare moderno caratterizzato da diete ad alto contenuto di carboidrati.
I 30 relatori della conferenza hanno coperto il campo della restrizione dei carboidrati da tutti i punti di vista includendo la dieta, la composizione dei cibi, la sazietà, l'attività fisica, gli enzimi e la genetica . Molti degli scienziati e dei medici presenti erano d'accordo che ridurre il consumo dei carboidrati può avere un impatto favorevole sull'epidemia mondiale di obesità, diabete, malattie cardiocircolatorie e da altri aspetti della disfunzione del controllo dell'insulina.
Entro la fine del congresso la correlazione tra le diete a basso contenuto di carboidrati e la salute metabolica era stabilita inequivocabilmente. Il congresso durato 3 giorni e tenutosi al Merriot Broklyn Bridge Hotel a New York è stato organizzato dal dott. Richard D. Feyman della SUNY DownState Medical Centre. I presenti ed i relatori comprendevano una larga varietà che oscillava dagli scienziati puri ai medici clinici. Proprio il numero di quest'ultimi era impressionante.
Elencherò ora alcuni punti interessanti emersi dal congresso:

- Il problema delle diete ad alto contenuto di carboidrati è che solo un limitato quantitativo di essi può essere depositato nel fegato e nei muscoli. Molti atleti possono bruciare questo eccesso ma gli individui sedentari lo convertono in grasso di deposito. L?aumentata produzione d'insulina in risposta ad una dieta ad alto contenuto di carboidrati interferisce sulla possibilit? di consumare i grassi e può favorire un ulteriore deposizione di adipe, pertanto contribuendo significativamente all'insorgere dell'obesità. L'obesità interferisce con la produzione dell?insulina, promuove l'insulino-resistenza ed eventualmente il diabete. Il deposito di grasso nei vasi sanguigni inoltre conduce alle patologie cardiovascolari.
- Per contro le diete a basso contenuto di carboidrati possono risolvere disturbi metabolici in quanto in queste il corpo si affida principalmente al metabolismo lipidico.
- Molti medici hanno mostrato casi clinici sul confronto tra le diete a basso contenuto di carboidrati e quelle a basso contento di grassi. Nelle prime vi è stato un miglioramento clinico nella gestione di insulina , glicemia e lipidi ematici.
- Forse i più impressionanti erano gli studi sui pazienti con diabete di tipo 2 che sono in grado di ridurre o eliminare i farmaci utilizzando una dieta a basso contenuto di carboidrati. E' chiaro che una dieta del genere specie nelle fasi iniziali deve essere intrapresa sotto stretto controllo medico.
- Il dott. Layman ha spiegato durante la sua relazione l'importanza dietetica delle proteine per la salute metabolica e la perdita di peso.
- Uno dei problemi che è emerso dal congresso è una carenza della standardizzazione delle linee guida delle diete a basso contenuto di carboidrati. Infatti, scienziati e clinici devono definire le percentuali di calorie provenienti da carboidrati, proteine e grassi in questo tipo di dieta.
- Sebbene ci siano ancora preoccupazioni sulla sicurezza a lungo termine delle diete a basso contenuto di carboidrati, il dott. Richard K. Bernstein, autore del best seller "The Diabetes Solution" suggerisce che è vero il contrario. << La sicurezza delle diete a basso contenuto di carboidrati è già stata dimostrata dalla storia dell'umanità. Le diete ad alto contenuto di carboidrati sono nuove nella nostra storia e sono chiaramente sospette a riguardo dell'efficacia sulla nostra salute>>. I nostri antenati avevano un limitato accesso ai carboidrati. Le diete a basso contenuto di carboidrati si sono dimostrate sicure in numerosi studi clinici ed in numerose culture. Per contro molte società "moderne" stanno sperimentando un'epidemia in obesità, diabete, e malattie cardiocircolatorie che sono attribuibili direttamente alle diete ricche in carboidrati raffinati.

Molte autorità tra le più conosciute nell'ambito della dietologia erano presenti a questo congresso, compreso il dott. Barry Sears, con il quale io e gli altri due componenti della nostra associazione Gerona 2005, Dott. Silvano Spinetto e Simone Masci abbiamo passato la maggior parte del tempo a disposizione non impegnato in attività congressuali. Anche Barry Sears concorda, come ben sappiamo, che le diete ad alto contenuto di carboidrati sono la maggior causa dei problemi sanitari attuali. Però contrariamente ai più estremisti tra i presenti al congresso Barry Sears propende per un regime nutrizionale orientato si ad una gestione dell'insulina, ma in contemporanea ad una gestione dell'infiammazione. Le diete a basso contenuto di carboidrati sono necessariamente diete che conduco ad un elevato consumo di proteine o grassi. Dato che questi grassi sono o di origine animale o se vegetali molto spesso fonte di omega 6 è chiaro che un regime di questo tipo non è esattamente quello indicato per la gestione dell'infiammazione.
In ogni caso il Dott. Sears e i membri della nostra associazione presenti erano d'accordo nel convenire che l'importanza scientifica del congresso è stata senz'altro notevole.

Aronne Romano
Con piacere vi comunico che il nostro Presidente, Dott. Aronne Romano, ha ricevuto in questi giorni il diploma ed il certificato di ammissione alla prestigiosa Associazione Nutrizionale Americana: American College of Nutrition

Compliementi da tutti i Soci dell'Associazione

P.S. Non ti lasceremo da solo in questa grande Associazione
Nato a Cremona il 17 luglio 1954
Laurea in Medicina e Chirutgia a Pavia nel 1979, Specialità in Cardiologia e Medicina dello Sport
Cardiologo presso la Divisione di Cardiologia dell'Istituto di Cura " Città di Pavia", Direttore del Medical Sport Center di Lodi, consulente Cardiologo presso Medica Sport Minerva di Pavia, Professore a contratto presso il Corso di Laurea in Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Pavia, membro della Società Italiana di Cardiologia dello Sport, della Associazione Italiana dei Medici del Ciclismo, Medico del Ruolo della F.C.I.. Maestro di Mountain bike e ciclismo fuoristrada.
Studia e pratica la Zona dal 1999, ha frequentato il corso di Zone Consultant tenuto da Barry Sears a Cernobbio (Co) nel 2002.
Si occupa dell'applicazione della Zona nelle malattie cardiovascolari e nello sport, in questo ambito dedicandosi in particolare al ciclismo.
I suoi campi di studio e ricerca attualmento sono quelli inerenti la fisiologia e biomeccanica nel ciclismo , nell'ambito della cardiologia si interessa particolarmente di fitness metabolico, ovvero della prescrizione e controllo dell'esercizio fisico e dell'alimentazione visti come cardine della prevenzione e della cura delle malattie cardiovascolari e metaboliche.
Relativo a questa tematica è il corso di insegnamento presso l'Università di Pavia, recentemente ha pubblicato " Fitness Cardiometabolico" , un testo tratto dalle lezioni svolte.

Riceve a Pavia ed a Lodi

tel 335484458
e.mail : mcasali@telnetwork.it
Prof. Nicola Silvaggi
Nato a Caramanico Terme (PE) il 27/1/56. Si laurea all'ISEF di Urbino, per poi conseguire una seconda laurea in Scienze e Tecniche delle Attività fisiche Sportive presso l'Università di Bourgogne Digione (Francia). Successivamente frequenta il Master Universitario di 2° livello in "Metodologia dell'allenamento" presso Università degli studi di Roma "Tor Vergata".

Attualmente è Docente Universitario presso Università degli studi di Roma "Tor Vergata" per la materia: "TEORIA DEL MOVIMENTO UMANO", professore a contratto presso Università degli Studi di Padova per la materia: "METODI DI VALUTAZIONE MOTORIA E ATTITUDINALE" e professore a contratto presso Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Urbino per la materia "BIOMECCANICA".
Ha trascorso numerosi anni nella federazione italiana d'Atletica Leggera (Fidal) ricoprendo attualmente il ruolo di direttore tecnico di tutte le squadre nazionali.

Ha pubblicato decine di articoli scientifici ed ha partecipato come relatore a numerosi Congressi.

Dopo aver riscontrato gli ottimi risultati e l'entusiasmo negli atleti che conosceva e già la praticavano ha deciso di rivolgersi al dottor Romano per entrare anche lui in Zona. Ora con la sua famiglia mangia regolarmente in questo modo .
Continua a consigliare ad altri atleti questo regime alimentare che ritiene corretto ed importante nella finalità del miglioramento della prestazione fisica.

Attualmente risiede ad Ascoli Piceno ed è contattabile:
Telefono: 3477301575
Email: nisilvag@tin.it
Medico-chirurgo, nutrizionista, specialista in odontoiatria, ha frequentato il corso Zone consultant nel marzo 2002 a Cernobbio.

Esercita privatamente nel suo studio di Firenze dove applica quotidianamente i principi della zona.
Convinto da sempre che l'alimentazione corretta e l'esercizio fisico siano le vere colonne portanti della nostra salute, utilizza la filosofia "life style therapy" costantemente nella propria pratica clinica.

Si occupa della prevenzione e del trattamento dei disturbi alimentari, del sovrappeso e della obesit? e del trattamento nutrizionale dei pazienti cardiopatici e diabetici.

Collabora con numerosi atleti al fine di migliorare la prestazione sportiva ed il benessere fisico rifiutando la filosofia del doping ed impiegando solo buona alimentazione ed integrazione con omega 3.

Ha sviluppato un approccio clinico originale nella prevenzione e nel trattamento delle patologie del cavo orale come la carie e la malattia parodontale: alimentazione zona, olio di pesce e incremento della attivit? fisica.

Lavora a Firenze presso il suo studio privato in via L.Einaudi 18, tel.055 679212, fax 055 673046
andrea.baroncini@tin.it - http://www.gerona2005.org/baroncini.htm
Il Ministero dell'Istruzione e la Federalimentare hanno elaborato nuove linee guida per la scuola su alimentazione e movimento nell'ambito del Progetto "Alimentazione, movimento, stili di vita: istruzioni per l'uso".
E' la prima volta che su un sito web istituzionale di un Ministero sono pubblicate linee guida per contrastare lo sviluppo dell'obesità trai giovani attraverso la diffusione di stili di vita corretti.
Dopo una lettura attenta del documento è necessario per ragionarci sopra ed esporre alcune osservazioni.
Prima di tutto viene spontanea una domanda: perchè le linee guida sono emanate da un Ministero in collaborazione con Federalimentare L'industria alimentare rappresenta certamente una importante risorsa economica italiana ma non può essere considerata una autorità in grado di proporre linee guida e consigli sanitari. Ricordiamo che negli anni novanta fu ideata la piramide USDA, attualmente criticata e revisionata da più parti, sotto la pressione non tanto disinteressata dell'industria dei cereali americana.Cerchiamo di non ripetere gli errori del passato.

Nella prima parte delle linee guida ( area 1) si cerca di sottolineare l'importanza di una valida ed efficace educazione sanitaria nella famiglia e nella scuola per prevenire l'epidemia di obesità che si sta diffondendo in Europa ed in Italia in particolare. Questo rappresenta un grande passo avanti nel coinvolgimento del cittadino alla cura della propria salute e nel rifiuto della delega incondizionata alla medicalizzazione farmacologia. Si mette altresì giustamente in risalto il fatto che i bambini e gli adolescenti rappresentano una sorta di "carta assorbente" che capta i modelli offerti loro sia dall'ambiente in genere sia dalla famiglia e dalla scuola. Da qui l'importanza dell'esempio fornito da genitori ed insegnanti come miglior metodo di trasmissione di un sano stile di vita.

Si elencano poi i 10 punti chiave delle linee guida per una sana alimentazione italiana. Quando si entra nei particolari sui consigli alimentari si nota una visione generale ancora un po' vecchia che non tiene conto delle nuove scoperte della scienza nutrizionale.

Al punto 2 ad es. si dice : più cereali, ortaggi e frutta. Ora appare abbastanza singolare considerare insieme alimenti così diversi. Se è giusto spingere per un incremento di frutta , verdura e legumi,il cui uso si sta sempre più riducendo trai giovani, lo stesso non si può dire per i cereali. Oltretutto va smitizzato questo termine:cereale. Appartengono a questa famiglia cose molto diverse come l'orzo e l'avena integrali, ma anche il pane bianco, la pasta, i biscotti e le merendine! Quest'ultimi alimenti non sono certo in diminuzione ma rappresentano la base dell'alimentazione dei giovani e una delle cause più importanti del sovrappeso. Bisogna anche una volta per tutte sottolineare il fatto che le fibre si assumono soprattutto da frutta e verdura e in minima parte da pasta e pane, d'altronde quanti sono quelli che mangiano pasta veramente integrale?
Non possiamo condividere neppure l'idea di fornire proteine da legumi e cereali, il cui contenuto è scarso, di bassa qualità e difficile assorbimento. I bambini in crescita hanno bisogno di aminoacidi essenziali e questi si trovano nei cibi di origine animale.

Al punto 3 si forniscono nozioni giuste sui grassi distinguendoli in buoni e meno buoni. A mio parere però si commettono anche qui 2 errori molto netti: non si mette in guardia sufficientemente nei confronti dei grassi idrogenati e non si promuove abbastanza l'assunzione degli omega 3, ormai universalmente considerati dei veri protagonisti per la nostra salute.

Al punto 4 si parla di zuccheri e si ripropone la vecchia classificazione dei carboidrati in semplici e complessi, ormai del tutto soppiantata nella letteratura scientifica dai concetti di indice e carico glicemico, che sono qui totalmente ignorati.
Termino dicendo che condivido in pieno l'importanza che viene data nella parte finale del documento alla attività fisica per i giovani sia organizzata che spontanea, che rappresenta un fattore di controllo del peso ed uno stimolo ad una crescita sana ed armonica. Bisogna però sottolineare che ancora oggi l'educazione fisica , in barba ai tanti proclami ministeriali, è considerata la cenerentola delle materie scolastiche , diversamente dalla tradizione educativa anglosassone.
Come cittadini e genitori dobbiamo attivarci perchè le cose possano cambiare in tempi brevi.

Dott. Andrea Baroncini

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