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Le ricerche di Gerona 2005

(26-10-2017) Le donne chirurgo hanno risultati migliori degli uomini




Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, i pazienti trattati da chirurghi donne hanno tassi di mortalità leggermente inferiori nelle prime settimane dopo la loro operazione rispetto a quelli trattati da chirurghi maschi. «Il nostro studio osservazionale, comunque, non è in grado di determinare una relazione di causa-effetto, e i nostri risultati non supportano la selezione preferenziale di un chirurgo di uno o dell'altro sesso nella pratica medica» afferma Christopher Wallis, della University of Toronto, Canada, autore principale dello studio.

Dato che la chirurgia è una professione tradizionalmente dominata dai maschi, i ricercatori hanno voluto esaminare l'effetto del sesso del chirurgo sui risultati postoperatori di pazienti sottoposti a procedure chirurgiche comuni. Per questo hanno confrontato i risultati dei pazienti sottoposti a una tra 25 procedure chirurgiche da parte di un chirurgo donna con quelli dei pazienti sottoposti alla medesima operazione da parte di un chirurgo maschio della stessa età nello stesso ospedale in Ontario, Canada. Per garantire che i due gruppi fossero ben equilibrati, i pazienti sono stati abbinati per età, sesso, comorbilità e reddito, e i chirurghi sono stati abbinati per età, esperienza e numero di operazioni effettuate nell'ultimo anno. L'esito principale era una misura combinata di morte, nuovo ricovero in ospedale e complicazioni a 30 giorni dall'intervento.

Nel periodo di studio, dal 2007 al 2015, complessivamente, sono stati trattati 104.630 pazienti da 3.314 chirurghi, 774 femmine e 2.540 maschi. I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati da chirurghi donne avevano poche probabilità in meno di morire entro 30 giorni, ma non mostravano alcuna differenza significativa nei nuovi ricoveri o nelle complicazioni. Non c'era inoltre alcuna differenza nei risultati per sesso del chirurgo nei pazienti che avevano avuto un'emergenza chirurgica.

Gli autori non sono in grado di spiegare il motivo dei risultati lievemente migliori per i chirurghi donna, e ipotizzano un possibile legame con cure più aderenti alle linee guida, più mirate sul paziente, o con una migliore comunicazione. «Le nostre conclusioni supportano la necessità di un ulteriore esame dei meccanismi di intervento e dei meccanismi connessi ai procedimenti di cura messi in atto dai medici per migliorare la mortalità, le complicazioni e i nuovi ricoveri per tutti i pazienti, e hanno implicazioni importanti per sostenere l'uguaglianza e la diversità di genere in un ambiente professionale tradizionalmente di dominio maschile» concludono i ricercatori.

In un editoriale di accompagnamento, Clare Marx e Derek Alderson del Royal College of Surgeons of England, affermano che, mentre questo studio conferma la sicurezza, l'abilità e l'esperienza delle donne chirurgo rispetto ai loro colleghi maschi, è improbabile che il sesso del chirurgo sia rilevante. «Migliorare gli esiti chirurgici è un'impresa complessa. Chirurghi e ricercatori tendono a concentrarsi su punti fisici e clinici finali, spesso non riescono a riconoscere l'importanza di risultati a lungo termine che riguardano maggiormente i pazienti, mentre i fornitori ospedalieri pensano più all'efficacia e all'efficienza dei costi, rispetto ai costi comunitari» proseguono. La conclusione dei due editorialisti è che con tante questioni critiche da considerare, non vale la pena cercare di scoprire perché esista una piccola differenza nei risultati clinici a breve termine tra chirurghi maschi e femmine.

Bmj 2017. doi: 10.1136/bmj.j4366
http://www.bmj.com/content/359/bmj.j4366

Bmj 2017. doi: 10.1136/bmj.j4580
http://www.bmj.com/content/359/bmj.j4580

Fonte: doctornews33

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