Seguici su acebook facebook Cerca nel sito:

Le ricerche di Gerona 2005

(25-09-08) La musica rallenta il respiro e fa star meglio il cuore



Descrizione e modalit? di aggiornamento

Grazie a un piccolo computer, una sorta di iPod, che con la musica induce a respirare pi? lentamente, i malati di scompenso cardiaco, in cui la funzione di pompa del cuore ? insufficiente, vedono in poche settimane migliorare sintomi e qualit? di vita. L'osservazione, che sar? pubblicata sulla rivista Circulation, ? di un'?quipe di ricercatori italiani che hanno preso spunto da studi da loro stessi effettuati sul Monte Rosa, a oltre 4000 metri di quota. Qui avevano infatti osservato come, rallentando la respirazione a 6 atti al minuto, si migliorasse l'ossigenazione del sangue. Ne parla il Corriere Salute.

?Noi ipotizziamo - dice il coordinatore della ricerca, Gianfranco Parati, direttore del Dipartimento di cardiologia dell'Ospedale S.Luca, Istituto Auxologico Italiano - che la respirazione lenta abbia precisi effetti fisiologici?.

?La respirazione lenta - scrive il settimanale del Corriere della Sera - ? pi? profonda e recluta tutti gli alveoli (cellette in cui avviene il passaggio dell'ossigeno fra aria e sangue), sfruttando per lo scambio dei gas tutto lo spazio a disposizione, che invece, in condizioni normali, viene usato solo in parte?.

?Lo scambio dei gas - afferma Parati - ? favorito anche dal fatto che, distendendo molto i polmoni, la respirazione profonda rende pi? sottili i setti che separano il sangue dai gas. Infine, entra i gioco il sistema nervoso simpatico, che la respirazione profonda "rilassa"?.

?Lo studio - scrive ancora il Corriere Salute - ha reclutato 24 pazienti, in due gruppi. Usando il dispositivo computerizzato, in meno di tre mesi i 12 pazienti che facevano la respirazione lenta (15 minuti, 2 volte al giorno) hanno presentato, rispetto a chi era stato trattato con la terapia convenzionale, un sensibile miglioramento della capacit? del cuore di pompare, dei livelli di ossigeno nel sangue e dei sintomi, tanto che al termine dello studio i pazienti sono stati assegnati a una classe inferiore di gravit? dello scompenso?.

?Ora - conclude il settimanale - i ricercatori proseguiranno gli studi in occasione di una spedizione appena partita per l'Everest. "Studieremo individui sani, che per? ad alta quota hanno una situazione polmonare molto simile a quella del paziente scompensato", spiega Parati?.

Fonte: http://www.edott.it/Specialisti

News

  • (30-08-2018) The electronics in fluorescent bulbs and light emitting diodes (LED), rather than ultraviolet radiation, cause increased malignant melanoma incidence in indoor office workers and tanning bed users

    Leggi tutto

  • (30-08-2018) Mitocondri e peso forma

    Leggi tutto

  • (29-08-2018) Stroke now impacting younger patients as a result of the obesity epidemic; 4 in 10 are now aged 40-69

    Leggi tutto

  • (29-08-2018) Perdere peso non vuol dire perdere osso!

    Leggi tutto

  • (29-08-2018) Brain cholesterol: long secret life behind a barrier.

    Leggi tutto

  • (29-08-2018) Stile di vita sano? Si può, basta usare la fantasia

    Leggi tutto

  • (22-08-2018) Top 10 medical treatments that can make you SICKER than before you took them

    Leggi tutto

  • (22-08-2018) Meno ansia - C’è una associazione tra dieta e disturbi mentali?

    Leggi tutto

  • (22-08-2018) Dietary curcumin supplementation attenuates inflammation, hepatic injury and oxidative damage in a rat model of intra-uterine growth retardation.

    Leggi tutto

  • (22-08-2018) Dopo la gravidanza - Una dieta a basso indice glicemico se serve perdere peso

    Leggi tutto

  • (21-08-2018) Sleep Disturbances Can Be Prospectively Observed in Patients with an Inactive Inflammatory Bowel Disease.

    Leggi tutto

  • (21-08-2018) Anche i neo-papà soffrono della depressione post partum

    Leggi tutto


In evidenza

"L'informazione presente nel sito serve a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente."

Per coloro che hanno problemi di salute si consiglia di consultare sempre il proprio medico curante.

Informazioni utili