(25-09-08) La musica rallenta il respiro e fa star meglio il cuore
Descrizione e modalit? di aggiornamento
Grazie a un piccolo computer, una sorta di iPod, che con la musica induce a respirare pi? lentamente, i malati di scompenso cardiaco, in cui la funzione di pompa del cuore ? insufficiente, vedono in poche settimane migliorare sintomi e qualit? di vita. L'osservazione, che sar? pubblicata sulla rivista Circulation, ? di un'?quipe di ricercatori italiani che hanno preso spunto da studi da loro stessi effettuati sul Monte Rosa, a oltre 4000 metri di quota. Qui avevano infatti osservato come, rallentando la respirazione a 6 atti al minuto, si migliorasse l'ossigenazione del sangue. Ne parla il Corriere Salute.
?Noi ipotizziamo - dice il coordinatore della ricerca, Gianfranco Parati, direttore del Dipartimento di cardiologia dell'Ospedale S.Luca, Istituto Auxologico Italiano - che la respirazione lenta abbia precisi effetti fisiologici?.
?La respirazione lenta - scrive il settimanale del Corriere della Sera - ? pi? profonda e recluta tutti gli alveoli (cellette in cui avviene il passaggio dell'ossigeno fra aria e sangue), sfruttando per lo scambio dei gas tutto lo spazio a disposizione, che invece, in condizioni normali, viene usato solo in parte?.
?Lo scambio dei gas - afferma Parati - ? favorito anche dal fatto che, distendendo molto i polmoni, la respirazione profonda rende pi? sottili i setti che separano il sangue dai gas. Infine, entra i gioco il sistema nervoso simpatico, che la respirazione profonda "rilassa"?.
?Lo studio - scrive ancora il Corriere Salute - ha reclutato 24 pazienti, in due gruppi. Usando il dispositivo computerizzato, in meno di tre mesi i 12 pazienti che facevano la respirazione lenta (15 minuti, 2 volte al giorno) hanno presentato, rispetto a chi era stato trattato con la terapia convenzionale, un sensibile miglioramento della capacit? del cuore di pompare, dei livelli di ossigeno nel sangue e dei sintomi, tanto che al termine dello studio i pazienti sono stati assegnati a una classe inferiore di gravit? dello scompenso?.
?Ora - conclude il settimanale - i ricercatori proseguiranno gli studi in occasione di una spedizione appena partita per l'Everest. "Studieremo individui sani, che per? ad alta quota hanno una situazione polmonare molto simile a quella del paziente scompensato", spiega Parati?.
Fonte: http://www.edott.it/Specialisti
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